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Software libero per le scuole italiane: questione di soldi o di pensiero critico?

Cos'è un Software Libero?
E' un software magico! Si moltiplica da solo, comprandone uno se ne ottengono mille. E' un software che si può modificare a piacere, regalare agli amici, copiare legalmente senza pagare nulla, mescolare con altro Software Libero per ottenere programmi che più si adattano alle proprie esigenze specifiche: è flessibile, autonomo, ecocompatibile e funziona anche su computer che vengono definiti obsoleti, pertanto contribuisce ad una ecologia informatica poiché rallenta il processo di rottamazione dell'hardware.

Il Software Libero propone strumenti di qualità: Apache, Sendmail, Linux, OpenOffice, Perl, Php sono programmi e linguaggi aperti con cui vengono sviluppate le applicazioni più innovative del mondo info-telematico.
La scuola italiana in questi ultimi anni sta compiendo sforzi notevoli per fornire ad insegnanti, personale tecnico ed amministrativo e studenti le competenze di base per essere autonomi e responsabili nell'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, e per la comprensione delle loro implicazioni a livello educativo e sociale.

Questi investimenti di milioni di Euro (solo nell'anno scolastico 2002-2003 134 scuole della provincia di Padova riceveranno 2.494.000 Euro per macchine e connessioni Internet e 770.000 Euro per formazione all'interno del Piano nazionale di formazione degli insegnanti sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione) vanno certamente spesi nell'interesse pubblico. E il pubblico interesse è sempre quello di ottimizzare i costi fornendo competenze non obsolete ed universali in un mondo globalizzato. Pertanto le competenze non possono appiattirsi sull'ultima versione di un software poiché in questo modo inizierebbe
una corsa senza fine, è invece necessario che si lavori per una comunità scolastica responsabile e competente rispetto agli strumenti info-telematici indipendentemente dalle piattaforme (Linux, Apple, Microsoft, etc.) e indipendentemente dalle ultime versioni. In caso contrario non si formeranno delle persone libere, autonome e responsabili, bensì dei consumatori; schiavi di un mercato commerciale, ecologicamente e culturalmente non sostenibile.

Esistono oggi in commercio software in grado di ottimizzare i costi, ed allo stesso tempo di formare le persone sui pacchetti informatici più diffusi nel mondo, cioè quelli della Patente Europea del Computer (ECDL - European Computer Driving Licence)? La risposta è positiva, tali software esistono e possiedono una stabilità, una sicurezza e una facilità d'uso confrontabile e talvolta superiore a quelli del mondo Apple-Microsoft: sono i Software Libero.
Indicazioni positive in merito all'introduzione del Software Libero nei servizi e nell'amministrazione pubblica giungono dalla Commissione Europea, dal ministro Stanca, da enti locali che in tutto il mondo, dall'Estremadura al Rio Grande do Sul, sono già passate al Software Libero con notevole risparmio e innalzamento della qualità. Secondo una ricerca condotta all'Università di Padova per avere 1000 computer equipaggiati con un sistema operativo e strumenti per l'ufficio (foglio di calcolo, videoscrittura...) del duopolio Apple-Microsoft il costo del software è di 200.000 Euro, mentre utilizzando il sistema operativo Linux e OpenOffice il costo del software, sempre per 1000 computer, è di 50 Euro (il costo del CD-ROM vergine da masterizzare, il software si scarica gratuitamente da Internet o lo si trova sulle riviste specializzate). Se si tratta di 10.000 computer il costo Apple-Microsoft è di 2.000.000 Euro e Linux-OpenOffice è di 500 Euro.

Stimando, per difetto, il numero dei computer nelle scuole italiane in 200.000 (10 per scuola) ci accorgiamo che il costo Apple-Microsoft è di 40.000.000 Euro e il costo Linux-OpenOffice è di 10.000 Euro. Il risparmio è di 39.990.000 Euro!

In una società che si dice democratica il risparmio di 39.990.000 Euro deve essere sottoposto alla pubblica discussione della comunità scolastica, coinvolgendo soprattutto i genitori che con le loro tasse sono i finanziatori principali del software adottato a scuola. I genitori devono poter indirizzare le scelte per quanto riguarda l'utilizzo del loro denaro, e devono avere la garanzia che quello che i figli imparano a scuola servirà nel corso della loro vita. E' necessario che gli studenti apprendano le basi dell'utilizzo del computer, le modalità generali, i principi dell'info-telematica, non il semplice uso di interfacce che certamente sono destinate a mutare. Il paradosso attuale è che, a parte lodevoli eccezioni, la scuola italiana, ed anche l'università, spendono milioni di Euro in licenze per addestrare consumatori Apple-Microsoft.

Invitiamo i dirigenti scolastici e i responsabili dell'introduzione degli strumenti informatici nella scuola a voler considerare un atto di democrazia e responsabilità l'opzione del Software Libero nel realizzare i programmi informatici degli istituti scolastici.

Accesso, installazione, assistenza e formazione sul Software Libero sono
alla portata di tutti. Fra i siti Internet che forniscono informazioni in proposito segnaliamo a titolo di esempio: http://scuola.linux.it

Aderiscono:

Andrea Brugiolo (PLUTO Free Software Users Group / Italian Linux Society)
Cecilia Dal Bon (Dipartimento di Scienze dell'Educazione - Università di Padova)
Antonella De Robbio (Seminario Matematico - Università di Padova)
Gabriele Francescotto (OpenContent)
Davide Lago (Centro Educazione Mondialità, CEM)
Carlo Manfredi (Centro di Calcolo di Ateneo - Università di Padova)
Paolo Manfredi (Dipartimento di Scienze dell'Educazione - Università di Padova)
Alessio Surian (Centro Educazione Mondialità, CEM)

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