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  • Alexjan CarraturoAlexjan Carraturo Italia

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  • Patrick OhneweinPatrick OhneweinTesoriere, Vice coordinatore Italia

  • Carlo PianaCarlo Piana Italia

  • Natale VintoNatale VintoCoordinatore

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FSFE Newsletter - March 2018

20 March 2018

With the FSFE's Public Money? Public Code! campaign not only do we demand that code paid for by the people should be available to the people. We also highlight good examples of public code so other decision makers can learn from it. One very good example is Article 68 and Article 69 of the "Codice Amministrazione Digitale", an Italian law requiring public administrations inside Italy to prefer internally made solutions and Free Software solutions over proprietary ones. In addition, these administrations have the duty to share the source code and documentation of any software developed with public money. These laws put Italy at the forefront of European legislation in favour of public code.

FSFE Italia chiede la posizione dei partiti in merito al Software Libero

19 February 2018

Alla luce delle prossime elezioni che si terranno in Italia il prossimo 4 marzo, il team italiano della FSFE ha inviato una serie di domande ai vari partiti e candidati con l'intento di stimolarli ad esprimere le loro posizioni relativamente al ruolo del Software Libero nella pubblica amministrazione e nel mondo dell'educazione. Pubblicheremo e analizzeremo le loro risposte una volta che le avremo ricevute.

I consumatori italiani non devono pagare per software che non vogliono. - Lettera all'AGCM

17 October 2014

La FSFE e l'associazione per la protezione dei consumatori ADUC, assieme con l'Italian Linux Society, chiedono al poteri regolamentari di intraprendere passi concreti al fine di proteggere gli italiani dall'essere forzati a pagare software che non vogliono o di cui non hanno bisogno. La corte di Cassazione ha deciso in settembre che i venditori di computer devono rimborsare i clienti del prezzo pagato per software non libero e non voluto che venga preinstallato su PC fissi e portatili. Oggi, FSFE, ADUC e ILS hanno mandato una lettera all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), chiedendo che i rivenditori di computer rispettino la decisione della Suprema Corte e rispettino i diritti dei cittadini.

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