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Ask Your Candidates: i partiti italiani consolidano la loro posizione sull'adozione del Software Libero e Open Source nella PA

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La Free Software Foundation Europe (FSFE) pubblica i risultati del questionario inviato ai maggiori partiti in corsa per le elezioni politiche del 4 Marzo in Italia, in merito alla campagna Ask Your Candidates promossa dalla stessa FSFE. Abbiamo ricevuto un riscontro positivo da "Movimento 5 Stelle", "Liberi e Uguali", "Partito Democratico" e "Potere al Popolo". Purtroppo, nessuna risposta da "+Europa", "Forza Italia", "Fratelli d'Italia" e "Lega Nord".

La campagna Ask Your candidates ha luogo da molti anni ormai, e il suo obiettivo è quello di conoscere il grado di attenzione e/o propensione di candidati e partiti rispetto i temi sostenuti dall'associazione quali Software Libero, Formati Standard Aperti, Libertà Digitali, Net-Neutrality.

In particolare, FSFE desidera far sapere agli elettori e cittadini interessati, quale sia la posizione dei soggetti intervistati sull'impiego del Software Libero e Open Source nella Pubblica Amministrazione, argomento già presente in giurisprudenza per mezzo degli Articolo 68 e Articolo 69 presenti nel Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD), ma in continuo divenire per la natura stessa del software e delle volontà politiche in essere.

Ecco in sintesi i risultati del questionario, ordinati in base al tempo di ricezione delle risposte, di cui potete avere il testo completo qui. In sintesi, la campagna ha avuto un riscontro positivo su Movimento 5 Stelle, Liberi e Uguali, Partito Democratico e Potere al Popolo con particolare enfasi sui temi sollevati da parte dei primi due. Le risposte dai candidati di M5S, Liberi Uguali e Potere al Popolo sono di piena condivisione e approfondimento, da quelli del PD di approvazione e continuità. Non sono pervenute risposte da +Europa, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega Nord.

Risultato

Federico D'Incà e Anna Laura Orrico, candidati del Movimento 5 Stelle, individuano nel Software Libero un beneficio per la Pubblica Amministrazione in termini di " indipendenza dai fornitori, sicurezza e accessibilità a tutto il proprio patrimonio informativo" ed intravedono sostanzialmente lo stesso beneficio con l'adozione di formati Standard Aperti. Sono concettualmente favorevoli all'introduzione del Software Libero e dei formati aperti nei percorsi scolastici ed universitari, e ritengono il Codice Amministrazione Digitale una norma esaustiva sulla cui applicazione è necessario vigilare. Sulla neutralità della rete la posizione è nettamente favorevole e presente formalmente nel programma del M5S che ritiene la net neutrality un "prerequisito necessario e indispensabile per la libertà d'espressione".

Luca Casarini, candidato di Liberi e Uguali, non solo esprime piena adesione ai principi del Software Libero, ma sostiene anche "con forza la migrazione per legge dai software proprietari a quello libero e Open Source nella PA". Intravede inoltre nell'adozione del Software Libero nei percorsi scolastici ed universitari "una vera e propria scelta strategica ed educativa all’emancipazione dall’utilizzo e dalla dipendenza dai programmi proprietari". L'esponente di Liberi e Uguali sostiene con forza il Codice dell'Amministrazione Digitale, e si impegna a vigilare sul suo rinnovo per evitare che venga depotenziato ulteriormente in favore di compromessi non in linea con lo spirito originale della legge, come "il depotenziamento dell’art.68 in particolare, ma anche l’abrogazione espressa dell’articolo 50-bis, che aveva introdotto la continuità operativa" avvenuto durante la riforma del CAD. Sulla net-neutrality pienamente favorevole, in virtù di "pluralismo informatico", diritti e libertà dei cittadini.

Paolo Coppola, candidato del Partito Democratico, è favorevole all'impiego del Software Libero nella PA e vede nel Codice dell'Amministrazione Digitale, su cui è impegnato in prima linea, lo strumento cardine, già in essere, volto a promuoverne e sostenerne l'uso. Sottolinea inoltre che, per quanto riguarda il software commissionato dalla PA, "la posizione è quella espressa dall'art. 69 del CAD: deve essere a codice sorgente aperto e reso disponibile gratuitamente". Sull'introduzione di Software Libero e formati aperti nei percorsi scolastici e universitari, fa fede sempre l'articolo 68 del CAD. L'esponente del PD ritiene inoltre che la normativa presente nel CAD sia esaustiva, e annuncia la pubblicazione a breve di linee guida volte a garantirne il rispetto. Similmente decisa e favorevole la posizione sulla net-neutrality: "rete e piattaforme digitali devono essere neutrali".

Potere al popolo esprime mediante i suoi candidati una generale linea di partito coerente e convergente con i principi relativi al Software Libero sostenendo che "l'utilizzo e l'introduzione di una visione volta all'uso di licenze copyleft contribuirà alla tutela dei lavoratori decentrando l'autorità delle multinazionali", dichiarandosi certamente favorevoli all'adozione di formati aperti e software libero all'interno della Pubblica Amministrazione. Gli stessi citano finanche Richard Stallman nel sostenere che "se la scuola insegna l’uso del software libero, potrà sfornare cittadini pronti a vivere in una società digitale". A differenza degli altri intervistati, trovano insufficienti gli Art. 68 e 69 del CAD e auspicano norme più intransigenti che escludano il software proprietario. Piena adesione anche alla net-neutrality, con un critica all’organo europeo BEREC ritenuto "insufficiente nella definizione delle norme riguardanti la rete."

Conclusioni:

FSFE lancia la prima campagna Ask Your Candidate in Italia e rileva con grande soddisfazione che tutti i partiti e i candidati che hanno risposto alle nostre domande - in ordine di ricezione: Movimento 5 Stelle, Liberi e Uguali, Partito Democratico e Potere al Popolo - sono favorevoli all'adozione del Software Libero e di formati aperti da parte della Pubblica Amministrazione, e allo stesso modo in scuole ed università. Tale consenso condiviso tra questi partiti, che in base agli ultimi sondaggi raggiungerebbero se sommati più del 50% dei voti, apre la strada a numerose possibilità in merito all'impiego del Software Libero nella PA, in linea con la campagna FSFE Public Money? Public Code!. Quest'ultima trova negli Art.68 e Art.69 del CAD una sua realizzazione più prossima mediante il consolidamento della normativa esistente nell'interesse dei cittadini e dei servizi pubblici a loro rivolti. Infine, obiettivo di questa campagna è anche quello di conoscere le intenzioni dei candidati in merito alle libertà digitali e alla Net-Neutrality.

"Sono lieto di constatare come tanti partiti politici oggigiorno comprendano l'importanza e soprattutto i benefici derivanti dall'adozione del Software Libero e Open Source nella Pubblica Amministrazione", sostiene Natale Vinto, Coordinatore FSFE per l'Italia, e "in caso di successo elettorale, FSFE è lieta di poter dare un contributo nell'implementazione di questo processo". D'altro canto, Vinto si rammarica per la mancata risposta dagli altri partiti, la quale "esprime purtroppo quantomeno disinteresse, a mio avviso anacronistico nell'odierna società dell'informazione".