Il Software Libero in Europa

Le prospettive europee e il lavoro della FSFE

[PDF (English, a4); 81k]
Amburgo, 11 Febbraio 2003
Georg C. F. Greve <greve@fsfeurope.org>

"Public Service Review - European Union," 5th edition
http://www.publicservice.co.uk/europe/spring2003/eu_spring2003_contents.asp

Introduzione

Il Software Libero — specialmente il sistema operativo GNU/Linux — e la FSFE sono recentemente diventati più visibili nell'agenda politica. Questo articolo cercherà di spiegare alcuni dei principali benefici economici, sociali e politici che il Software Libero offre ai paesi europei e all'Europa nel suo insieme. Darà anche un'idea del lavoro della FSFE.

Come idea e paradigma, il Software Libero risponde ad alcuni dei bisogni fondamentali della società nel passaggio verso l'era post-industriale dell'informazione. L'organizzazione più visibile in questo campo, la Free Software Foundation (FSF), è stata fondata nel 1985, un'epoca in cui la gente aveva appena iniziato ad afferrare i più elementari principi dell'information technology.

Con la prima definizione formale di Software Libero e con la stesura della GNU General Public License (GPL) e della GNU Lesser General Public License (LGPL), la FSF non solo ha creato (e ancora mantiene) le due più note licenze per il Software Libero in uso oggi, ma ha anche inventato il concetto di "Copyleft," ovvero quel meccanismo che garantisce al Software Libero di non essere spogliato della sua libertà.

Il Software Libero è definito da quattro libertà basilari. La prima libertà — talvolta chiamata libertà 0 — consiste nell'uso illimitato di un programma per qualsiasi scopo. Questo significa che una licenza per Software Libero, per soddisfare questo criterio, deve consentire l'uso per tutte le applicazioni commerciali e non commerciali.

La seconda libertà — la libertà 1 nella definizione del Software Libero [1] — è la libertà di studiare un programma per imparare come funziona e adattarlo ai propri bisogni. Le restanti due libertà sono la libertà di ridistribuire copie non modificate e la libertà di rilasciare copie modificate che migliorano lo stato dell'arte.

Poichè queste sono libertà, si è liberi di scegliere di esercitare una o alcune di queste, ma si è anche liberi di scegliere di non esercitarne alcune.

Le licenze che forniscono queste libertà vengono chiamate licenze del Software Libero. [2] Un caso speciale di licenza del Software Libero, la cosiddetta licenza "Copyleft", è già stato menzionato prima. Queste licenze danno ad ogni utente le libertà descritte sopra, ma vietano esplicitamente al distributore di rimuovere quella libertà, cosa che renderebbe dipendenti da quello specifico distributore i destinatari di tale software privato di libertà.

Dal momento che l'accesso al codice sorgente è necessario per esercitare queste libertà nel caso dei linguaggi di programmazione, che hanno un proprio codice, nel 1998 alcuni suggerirono di usare l'espressione "Open Source" come termine di marketing al posto di Software Libero; oggi il Software Libero viene talvolta chiamato con questa espressione di marketing.

La buona intenzione di far conoscere di più il Software Libero ha avuto purtroppo l'effetto collaterale di indebolire la distinzione tra Software Libero e software proprietario/non libero. [3] Dunque la Free Software Foundation raccomanda fortemente di usare il termine Software Libero o quello corrispettivo nella propria lingua; come verrà fatto nel resto di questo articolo.

Prospettive economiche del Software Libero

Nonostante i tentativi dei distributori di software proprietario — specialmente di quelli che risiedono negli Stati Uniti e che detengono un monopolio nei rispettivi campi — di far sembrare che sia così, il Software Libero non è un attacco diretto a specifiche aziende.

Il Software Libero dovrebbe essere compreso come un nuovo paradigma, un nuovo modello con cui trattare il software basato su concetti consolidati. È un modello che si basa sul mantenere i mercati aperti e liberamente accessibili; come tale non può essere un attacco a specifiche aziende, dal momento che qualsiasi azienda può partecipare a questo nuovo mercato.

In un'economia del Software Libero, ci saranno leader di mercato, ma la possibilità di monopoli incontrollabili è molto minore.

Agli attuali monopoli questo sembrerà minaccioso. Ma poiché uno dei più importanti problemi — forse addirittura il più importante — dell'industria IT europea è la sua dipendenza dai monopoli esteri dell'IT, indebolire questi monopoli è diventato essenziale per l'Europa per prosperare.

L'attuale situazione monopolistica è una logica conseguenza del modello del software proprietario, che ha una forte tendenza intrinseca verso il software proprietario. La ragione è che il software proprietario tende a funzionare correttamente solo con se stesso.

Col software proprietario, la comunicazione tra due utenti richiede che entrambi usino lo stesso software. Considerato che ogni abitante dei paesi occidentali presumibilmente conosce almeno altre cinque persone, questo porta a una specie di effetto "virale", in cui un utente costringe l'utente successivo ad usare lo stesso software, creando un monopolio.

In teoria, gli standard aperti fornirebbero una via d'uscita a questa dipendenza da un distributore, ma la storia ha dimostrato che nessun standard aperto ha avuto veramente successo a meno che non fosse implementato in Software Libero.

La possibilità di allargare e rendere dipendente la base di utenti attraverso la modifica di uno standard aperto — un processo definito eufemisticamente "miglioramento" di uno standard — che di conseguenza permette soltanto di migrare a un certo software, ma non di abbandonarlo, si è dimostrata una tentazione troppo forte per i grandi attori in gioco.

Come è stato dimostrato in passato, è inutile imporre standard aperti ai distributori di software proprietario, a causa del rapido sviluppo in questo settore combinato al procedere invece lento del processo decisionale politico e alla non trasparenza del software proprietario.

Questo se i distributori accettano tali misure e non fanno uso del loro potere monopolistico per fermare del tutto tali azioni, come recenti casi anti-trust negli Stati Uniti hanno dimostrato.

Struttura di un'economia del Software Libero

Le differenze sono molto più piccole di quanto si voglia far credere. Il settore economicamente più importante oggi è il software per le imprese e gran parte dei guadagni è generata dai servizi. È improbabile che questo cambi.

È vero che le entrate provenienti dalle licenze molto probabilmente caleranno, e in modo significativo. Comunque questo influisce soltanto su una piccolissima parte del reddito generato dal software; la parte che produce una bilancia commerciale negativa tra l'Europa e gli Stati Uniti oggi.

La più grande fonte di guadagno oggi sono i servizi. Questo settore potrà crescere in maniera significativa in un'economia del Software Libero.

Nel sistema attuale, dominato dal software proprietario, solo quelle aziende appoggiate dai monopoli possono offrire servizi; di solito solo una piccola parte di quello che sarebbe possibile. Il resto o viene fatto dai monopoli stessi — generando un altro flusso di redditi che si allontana dall'Europa — o non viene fatto per niente.

Il Software Libero offre alle imprese europee una maggiore indipendenza, perché permette loro di offrire la gamma completa dei servizi se lo desiderano o di cooperare con altri se ciò sembra economicamente più vantaggioso.

Potranno anche fornire soluzioni per quei servizi che sono già richiesti, o per quelli di cui sappiano creare una domanda, soluzioni che sono attualmente impossibili perché le imprese non hanno un sufficiente accesso e controllo sul software da cui questi servizi dipendono.

In un'economia del Software Libero, l'attuale reddito nel settore dei servizi sarà ridistribuito a favore dei distributori europei e il settore nel suo insieme prevedibilmente crescerà.

Ridurre le dipendenze

Bisogna anche considerare che attualmente i detentori dei monopoli hanno il controllo dell'industria IT europea, poiché potrebbero escludere dal mercato gran parte delle aziende impedendo loro di accedere al loro monopolio o rendendo l'accesso così difficile che i costi economici della situazione potrebbero escludere l'azienda dal mercato.

A peggiorare ulteriormente la situazione, i monopoli del software possono essere efficacemente collegati con monopoli dell'hardware. Quindi un software monopolistico funzionerà soltanto su un particolare tipo di hardware e in cambio il distributore di quell'hardware consegnerà le macchine con quel particolare software.

Il paradigma del Software Libero non permette di costruire questo genere di doppio monopolio. Infatti il Software Libero incoraggia l'indipendenza dalle piattaforme e i sistemi del Software Libero (come GNU/Linux e i sistemi BSD) girano su più piattaforme hardware di quanto non faccia qualsiasi sistema operativo proprietario.

Poiché la libertà di modifica permette di aggiungere il supporto ad altre piattaforme hardware, il Software Libero offre un solido fondamento per innovativi progetti relativi all'hardware che potrebbero anche partire a livello locale o regionale.

In questo modo il Software Libero non solo riporta la competizione nel software, ma la promuove anche nel campo dell'hardware.

Economia nazionale

Poiché una grandissima parte dello sviluppo del software consiste nel mettere insieme principi vecchi e ben noti, questi vengono reimplementati almeno una volta da ogni azienda, talvolta anche una volta per ogni progetto.

In termini di economia nazionale, il software proprietario è una perdita di lavoro altamente qualificato. Il paradigma del software proprietario tiene gli sviluppatori di software occupati a reinventare la ruota, rallentando l'innovazione.

Il Software Libero permette di costruire sopra questi vecchi e noti mattoni, riducendo di conseguenza la barriera di ingresso nel mercato per le aziende nuove e innovative.

Inoltre l'industria del software è solo una parte dell'economia. Dal momento che il software è il collante che lega insieme un'economia digitalmente connessa, tutti i settori pagano il prezzo per l'inefficienza del modello del software proprietario.

Oggi la maggior parte delle aziende non-IT utilizzano soluzioni proprietarie. Questo li costringe ad affidarsi interamente ai loro distributori per aspetti cruciali della propria attività economica come la gestione delle scorte, scrivere e pagare fatture o la comunicazione con i loro clienti, fornitori e/o concorrenti.

Le conseguenze sono aggiornamenti forzati e il bisogno di rimpiazzare talvolta un'intera soluzione IT, con tempi di attesa e l'esigenza di una nuova formazione per il personale. Le soluzioni basate sul Software Libero rimuovono questa dipendenza quasi completamente.

Quando l'azienda ottiene le libertà descritte sopra, gli aggiornamenti possono essere fatti in base alla situazione economica dell'azienda. In caso di problemi col distributore, la soluzione sarà ancora utilizzabile e potrà essere trovato un altro distributore.

Nel secondo caso, è richiesto un investimento perché il nuovo distributore lavori lui stesso nella soluzione, ma questo costo è nettamente più basso del costo di una soluzione completamente nuova. Anche il problema dei costi indiretti come l'insoddisfazione del cliente, la formazione del personale e i tempi di attesa di solito non si pone.

Si può prevedere che questi effetti aiuteranno a rivitalizzare l'economia nel suo insieme. In sostanza, nel promuovere un dispiegamento massiccio del Software Libero l'Europa può solo ottenere una vittoria economica.

Questioni sociali

L'accesso al software diventa sempre più importante per partecipare allo scambio culturale, sociale ed economico dell'umanità. Per il singolo individuo ciò significa che l'accesso al software determina l'abilità di comunicare, studiare e lavorare. Studi provenienti dagli Stati Uniti indicano che la persona media interagisce circa 150 volte al giorno col software.

Di conseguenza, il software deve essere inteso come una forma di proprietà culturale, una tecnica culturale. Fin da quando esiste l'uomo, nuove tecniche culturali hanno sollevato la questione di chi ha il diritto di accesso ad esse. Il Software Libero assicura che tutti abbiano uguale accesso alla proprietà culturale che il software è diventato.

Un'altra questione riguarda la sicurezza e la protezione dei dati. Poiché i computer sono sempre opachi — non è possibile stabilire con una semplice osservazione cosa fa un computer — diventa ancora più importante che il software sia completamente trasparente. Altrimenti si perde l'abilità di determinare che cosa fanno i propri computer e di conseguenza non si ha più il controllo sui propri dati personali o di altri.

Il Software Libero è per natura completamente trasparente, preservando la massima autodeterminazione nel campo dell'informazione.

2001: La Free Software Foundation Europe

Le reti tendono a essere più solide dei singoli nodi e l'Europa è una delle principali regioni — se non la principale — per il Software Libero. Così nel 2001, la Free Software Foundation Europe (FSFE) è stata fondata come organizzazione sorella della Free Software Foundation in Nord America. Indipendenti l'una dall'altra a livello legale, finanziario e di personale, lavorano insieme su tutti gli aspetti del Software Libero con uno spirito di paritaria cooperazione.

La FSFE stessa racchiude la visione di un'Europa forte unita nella cooperazione e nella reciproca comprensione con attualmente quattro paesi (Francia, Germania, Italia, Svezia) pienamente rappresentati, altri tre associati (Inghilterra, Portogallo, Austria) e molti altri coinvolti attraverso una costante cooperazione.

Una delle funzioni principali di FSFE è fornire un centro di competenza europeo per il Software Libero, che offra consulenza a governi, commissioni, aziende, giornalisti e altri soggetti.

Nell'ambito di queste attività, la FSFE è stata invitata a fornire un esperto per la Commissione sui Diritti di Proprietà Intellettuale a Londra [4] e ha presentato il Software Libero a un seminario dell'OCSE a Tokyo su invito del Ministro tedesco dell'Economia e della Tecnologia.

Altre attività richiedono un regolare progetto di lavoro, ad esempio AGNULA [5], un progetto finanziato nell'ambito del 5° programma quadro della Commissione Europea (IST-2001-34879).

Per il 6° programma quadro, la FSFE ha inviato una raccomandazione sostenuta da oltre 50 parti, nella quale si analizzano i vantaggi del Software Libero per l'Europa e si spiega come essi si riferiscano agli obiettivi europei comuni; vengono date raccomandazioni concrete su come l'Europa può capitalizzare questi vantaggi. [6]

Anche la FSFE si sta impegnando a sostenere il fondamento legale del Software Libero, per esempio ha aiutato un istituto locale per le questioni legali legate al Software Libero, l'ifrOSS, con l'emendamento a una revisione della legge tedesca sul copyright e recentemente ha rilasciato il Fiduciary Licence Agreement (FLA) [7], che aiuterà a difendere la mantenibilità legale del Software Libero.

Trarre vantaggio dal Software Libero

Il Software Libero offre opportunità uniche all'Europa come regione e agli stati europei. Di fatto l'Europa è al momento la regione nella migliore posizione per cogliere tutti i vantaggi del Software Libero e per avviarsi verso l'età dell'informazione con un vantaggio alla partenza.

I vantaggi possibili comprendono una maggiore indipendenza, un'aumentata sostenibilità, la libertà da monopoli e oligopoli esteri, possibilità alternative di hardware e software, un mercato interno rafforzato e una migliore protezione dei diritti civili.

Perché questo diventi realtà, diventa sempre più importante fare chiare dichiarazioni e promuovere politiche a favore del Software Libero, come il premio di valutazione per i progetti del Software Libero definito nel programma di lavoro dell'IST o la dichiarazione politica di Liikanen al Parlamento Europeo [8] a proposito del Software Libero nella pubblica amministrazione.

In effetti la pubblica amministrazione può costituire un eccellente punto di partenza per la transizione al Software Libero per tre ragioni.

Primo, un governo che usa software proprietario crea le condizioni che obbligano i suoi cittadini ad usare lo stesso software a causa del succitato effetto "virale" del software proprietario. Dal momento che i governi hanno l'obbligo etico di essere accessibili a tutti i propri cittadini, possono addurre un legittimo argomento a favore del Software Libero basato sulla considerazione di non voler costringere i propri cittadini in un dannoso monopolio.

Secondo, la pubblica amministrazione è sempre a corto di risorse, ma la maggior parte delle risorse spese nell'IT vengono sprecate nel creare una soluzione separata per ogni ministero o regione, mentre i problemi affrontati tendono ad essere simili e un'intensa cooperazione sarebbe possibile.

E infine, l'uso del Software Libero nella pubblica amministrazione fornirà un modello di comportamento, incoraggiando cittadini e imprese a uscire dalle dannose dipendenze, ad abituarsi al nuovo modello e a diventare economicamente e socialmente attivi al suo interno.

Molte regioni europee hanno già lanciato iniziative per rendere l'uso del Software Libero obbligatorio per la pubblica amministrazione. Ad esempio, l'11 Febbraio 2003 la commissione incaricata di questa questione per la parte francofona della regione di Bruxelles si è espressa a favore di tale regolamentazione.

Le pubbliche amministrazioni in Europa dovrebbero almeno fare in modo di preferire il Software Libero a quello proprietario e di esigere standard aperti per i quali esista un'implementazione di riferimento per il Software Libero.

Inoltre ogni volta che si spende denaro pubblico, investirlo sul Software Libero significa assicurarsi che esso avvantaggerà il pubblico e l'economia. In passato, questo denaro veniva solitamente speso nel software proprietario, spesso favorendo solo quell'azienda proprietaria proprio alle spese della società e dell'economia nel suo insieme, o venendo del tutto sprecato.

Per questo periodo di migrazione verso un approccio più sostenibile, specialmente le licenze cosiddette "Copyleft" — tra le quali la GNU General Public License (GPL) è la più conosciuta — procurano una solida base per tali progetti.

Queste licenze assicureranno che i risultati delle risorse investite saranno disponibili a tutta l'economia e a tutta la società in ugual modo, favorendo un generale aumento dell'attività economica. Esse impediranno che i risultati siano controllati da qualche singola azienda o persona che cerchi di restaurare le vecchie situazioni monopolistiche.

Una governance consapevole nell'Età dell'Informazione

Come l'information technology permea tutta l'economia e la società, le decisioni di governance in un settore possono influenzare in modo significativo le opportunità nell'età dell'informazione. Considerato l'obiettivo europeo di diventare un'economia dell'informazione, diventa essenziale essere a conoscenza di queste questioni in tutti i settori della governance.

Ci sono alcune politiche in fase di sviluppo o di attuazione che sono sul punto di infliggere un duro colpo alla competitività europea. Queste dovrebbero essere ostacolate o abolite se si vuole aumentare il vantaggio europeo.

Una politica che mette in pericolo il software proprietario e il Software Libero allo stesso modo è quella dei brevetti software. I brevetti sono un concetto completamente inadatto al software poiché esso ha molte diverse proprietà. L'esperienza indica che gli Stati Uniti stanno già pagando caro per il loro sistema di brevetti software con un calo dell'innovazione.

Per citare Bill Gates da una nota interna: "Se la gente fosse stata informata sulla procedura di rilascio dei brevetti quando la maggior parte delle idee oggi in uso furono concepite e ne avesse richiesto il brevetto, il settore oggi sarebbe totalmente bloccato. ... La soluzione è brevettare quanto più possiamo. Una nuova azienda che non detenga alcun brevetto sarà obbligata a pagare qualunque prezzo imposto dai giganti del settore. Quel prezzo può essere elevato. Le imprese affermate hanno interesse ad escludere i futuri concorrenti." [9]

Un'altra legge enormemente dannosa è la European Copyright Directive (EUCD). La sua omologa statunitense, il Digital Millennium Copyright Act (DMCA) è già stata usata con successo da gruppi come Scientology per censurare siti web non graditi. [10] Si possono prevedere casi simili in Europa.

Dal punto di vista economico, la EUCD è altamente anti-competitiva. Poiché rende illegale aggirare qualsiasi cosa sia considerata una misura di protezione, all'azienda che ha creato questa misura tecnica è dato un controllo totale su chi può o non può partecipare al mercato che si basa su di essa o su come le aziende in gioco debbano comportarsi.

Un esempio viene dal recente processo contro l'adolescente Jon Johansen, nel quale la questione se comprare un DVD in un negozio dia il diritto al cliente di vedere quel DVD sul proprio computer è diventata il problema principale. L'EUCD costituisce anche un serio ostacolo alle libertà di parola, comunicazione e scelta della professione, aspetto che le dà anche un alone anti-democratico.

Queste due politiche sono in fase di adozione o sono già state adottate e dovrebbero essere abolite prima che possano danneggiare ulteriormente il vantaggio competitivo dell'Europa.

L'attuale nuova iniziativa per ridurre la competizione nel mercato ulteriormente sono Palladium e la sua controparte hardware proposta dal TCPA. Questa iniziativa, che vuole farsi conoscere per il merito di aumentare l'affidabilità dei computer, è meglio definita dall'espressione "Treacherous Computing" ("Informatica Infida"). [11]

Con il pretesto di cercare di migliorare la sicurezza dei computer, il TCPA in realtà cerca di eliminare concetti e paradigmi che competono con i monopolisti del modello del software proprietario. Ancora una volta, l'Europa sarebbe dalla parte dei perdenti.

Il Software Libero come nuovo paradigma offre un approccio solido, duraturo e sostenibile con maggiori dinamiche e un'accresciuta efficienza. La prima regione a comprenderlo e ad adottarlo su larga scala ha buone probabilità di diventare una forza di primo piano nell'età dell'informazione.

Al momento sembra improbabile che il Software Libero possa mai sostituire completamente il software proprietario, ma rendendo il Software Libero il modello predominante, l'Europa potrebbe alleviare le dipendenze dai monopoli esteri, che attualmente creano una situazione fortemente instabile e sfavorevole per l'industria europea dell'information technology.

L'Europa si trova proprio adesso nella speciale situazione di avere un'ampia disponibilità di competenza sul Software Libero e una crescente rete di piccole aziende che sono basate o incentrate sul Software Libero. Inoltre un numero crescente delle vecchie e tradizionali aziende europee dell'IT ha iniziato a muoversi almeno in parte verso il Software Libero.

Se ciò viene promosso ora, l'Europa ha il potenziale per diventare un leader globale nell'età dell'informazione.

In caso di ulteriori domande, la FSFE [12] sarà lieta di essere d'aiuto.

  [1] http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.html

  [2] http://www.gnu.org/licenses/license-list.html

  [3] http://fsfeurope.org/documents/whyfs.html

  [4] http://www.iprcommission.org

  [5] http://fsfeurope.org/campaigns/agnula/

  [6] http://fsfeurope.org/documents/fp6/recommendation.html

  [7] http://fsfeurope.org/activities/ftf/

  [8] http://www3.europarl.eu.int/omk/omnsapir.so/cre?FILE=20021023r&LANGUE=EN&LEVEL=DOC&NUMINT=3-188&LEG=L5

  [9] http://swpat.ffii.org/archive/quotes/index.en.html

  [10] http://www.theregister.co.uk/content/6/24533.html

  [11] http://www.counterpane.com/crypto-gram-0208.html#1

  [12] http://fsfeurope.org