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La FSFE indirizza un progetto per ventilatori d'emergenza verso una licenza di Software Libero

Pubblicato il:
Scritto da Nico Rikken

Dopo una spintarella da parte della FSFE, l'iniziativa olandese OpenAIR ha assegnato le licenze al materiale del loro progetto per poter essere riutilizzato.

Per far fronte al COVID-19, nei Paesi Bassi è partita un'iniziativa per sviluppare un ventilatore d'emergenza facilmente producibile, dove la maggior parte dei componenti possono essere reperiti localmente: OperationAIR. Il progetto è partito il 16 marzo dal professore Harlaar e dagli studenti del Dipartimento di Ingegneria Biomeccanica del politecnico di Delft, con lo scopo di assicurare abbastanza ventilatori per il trattamento dei pazienti COVID-19. L'intenzione del team era quella di rendere pubblicamente disponibili le specifiche del loro progetto per poter essere riutilizzate. Per aderire ai principi della Scienza Aperta, tutta la documentazione, i disegni tecnici e il codice sorgente sono stati pubblicati in maniera coerente sul loro sito web.

Visione d'insieme del ventilatore
Rendering del ventilatore OperationAIR. CC-BY-4.0 International OperationAIR

Il team olandese dell'FSFE ha però notato che il progetto così pubblicato non sarebbe riusabile. Manca una licenza e contiene un disclaimer che proibisce l'uso commerciale. La FSFE ha contattato il team per informarli che la pubblicazione fatta in questo modo non rispecchiava le loro intenzioni. Il team era concorde con le osservazioni e, dopo aver consultato i propri legali, ha deciso di cambiare il disclaimer, inserire la licenza CC-BY 4.0 International su tutta la documentazione, e fornire il software con una licenza di Software Libero (licenza Apache 2.0).

La FSFE si congratula con il team OpenAIR per aver aderito ai principi del Software Libero e della Scienza Aperta, e per aver contribuito alla crisi COVID-19. Speriamo che più persone possano seguire questo esempio, rilasciando soluzioni per il COVID-19 con una licenza di Software Libero per poter essere riutilizzate, dice Nico Rikken, il coordinatore della FSFE per i Paesi Bassi.

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